Pubblicato il: 14 giugno 2021

La Confraternita di Sant'Antonio… "Tra passato e presente"

 

 

Talvolta il percorso che ci riconduce alle nostre radici è silenzioso, mesto e composto, come quello delle tante processioni che le Confraternite, già presenti a partire dal 1600, hanno compiuto nel corso dei secoli, per le vie di cittadine antiche come Molfetta.

 

La Confraternita di sant’Antonio di Padova, istituita nel lontano 1637 è ancora, e perpetua, con immutata partecipazione emotiva e spirituale, i principi etico-sociali e cristiani che ispirarono le prime confraternite, nonostante nel corso dei secoli sia cambiata quasi del tutto la struttura sociale della popolazione di Molfetta, come di qualunque altra città dei giorni nostri.

 

La Confraternita di sant’Antonio da Padova, formata in maggior parte da marinai e illetterati; si occupava di opere di misericordia, come elargizione di elemosine, assistenza ai bisognosi, conforto spirituale ai carcerati e ai moribondi, sepoltura dei morti, suffragio dei defunti e della ricerca di ogni bene spirituale per l’anima.

 

La storia della Confraternita è ormai nota, forgiata ormai nella storia della nostra città, e diverse sono state le vicissitudini che si sono susseguite dai nostri predecessori che hanno portato il nostro sodalizio all’importanza si cui adesso gode.

 

Basti pensare al trasferimento nella chiesa di Sant’Andrea nel 1638, ai disguidi con i frati francescani, al divieto vescovile di portare in processione il Santissimo, ed il successivo obbligo di scolpire una statua che rappresentasse la confraternita.

 

La creazione di uno statuto vero e proprio, che regolamentasse, la vita confraternale, ed i principi da seguire, ottenendo il Regio Permesso (il motivo per cui sul nostro stemma è identificata una corona). La confraternita, al di là di tutti i valori storici, culturali ed artistici, pongono come proprio dovere lo svolgimento di compiti importanti da risolvere percorrendo le due strade indicate dal Vangelo: la Fede e la Carità. La Fede quale testimonianza di amore verso Dio e di impegno nella missione evangelica, di essere sempre presente e viva nella comunità socio-ecclesiale e di appartenere, con consapevolezza, al popolo cristiano; la Carità quale espressione di fraternità in Cristo attraverso le opere di misericordia per i poveri bisognosi di amore, conforto e di assistenza. Le tante speranze, in cui è nato il terzo millennio, si portano dietro pesanti interrogativi non solo irrisolti, ma addirittura aggravati da modelli di società lontane dall'etica moralistica, società che prediligono situazioni di potere oppressivo, sfruttamento del lavoro, egoismi personali, comportamenti malavitosi, arrivismi, e il rifiuto di una Fede.

 

Un quadro della situazione attuale che rende importante ancora oggi la funzione delle confraternite sia per il lungo cammino percorso sulla via della speranza, sia per il patrimonio di esperienze acquisite e sia per la funzione di raccordo svolta tra di esse: un bagaglio difficilmente sostituibile o surrogabile.